ho conosciuto uno che mi ha raccontato una strana storia.
si era alzato una mattina e si era improvvisamente ritrovato senza amore.
ma non nel senso che non aveva più nessuno da amare, ma proprio che non aveva più amore da dare.
se ne era accorto perchè tutto era diverso. cambiato.
il mondo intero era diverso.
niente valeva più la pena di essere. in tutti i sensi.
una volta amava i libri. poi non li amava più.
una volta amava i film. poi non li amava più.
una volta amava viaggiare. poi non lo amava più.
una volta amava mangiare. poi non lo amava più.
faceva tutto così meccanicamente che gli serviva solo per sopravvivere.
e prima di arrivare a un punto ce ne aveva messo di tempo.
poi aveva incontrato la sua ex.
quella che l'aveva fatto soffrire tanto. che l'aveva fatto stare male. che l'aveva fatto sentire inutile, solo. perchè l'aveva lasciato.
ma non aveva provato niente neanche per lei. NIENTE.
tanto che anche lei se ne era accorta e lo aveva guardato in modo strano.
e così adesso era solo e senza amore. nè da ricevere, perchè non aveva nessuno; e nè da dare perchè non ne aveva più.
quel tizio mi ha raccontato che all'inizio si era sentito strano.
non capiva perchè niente aveva più un senso.
non riusciva più ad avere voglia di niente.
e io ho pensato: "occavolo, che storia triste! non vale la pena di raccontarla una storia così. qualcuno che la dovesse leggere o sentire, si deprimerebbe di sicuro."
poi gli ho chiesto come si vivesse senza amore. e lui mi ha risposto: «male»
una sola parola. una sola. che riassumeva perfettamente ogni sua sensazione.
mi dispiaceva per lui.
ma certe persone non è bello compatirle. e io avevo capito che lui aveva bisogno di parlarne. così l'ho lasciato continuare. cercando di non deprimermi troppo.
l'uomo senza amore mi ha raccontato che proprio non sapeva più cosa fare.
all'inizio aveva cercato una soluzione.
e pensava di trovarla nel sesso.
fare sesso senza amore si può.
e magari dal solo sesso può nascere l'amore.
ma ci aveva provato un paio di volte e le cose non erano andate bene: le ragazze non riuscivano ad andare al di là dei preliminari perchè, non appena le cose cominciavano a farsi serie, si staccavano sconvolte e scappavano.
a gambe levate.
si rivestivano in fretta e furia e prendevano la porta. senza dire niente.
perchè? si chiedeva lui.
che cosa ho?
pensò che fosse una malattia e allora andò dal medico.
dopo analisi e test, si scoprì che era sano come un pesce.
e per la prima volta capì che quel detto "basta la salute" forse non era vero al 100%.
strano. era tutto così strano.
non riusciva neanche a mettersi a piangere tanto si sentiva vuoto.
passò il tempo e le cose non cambiavano.
lui era sempre solo.
poi un giorno ci pensò.
richiamò una di quelle ragazze che erano scappate così di corsa da lui.
«pronto, michela? non riattaccare. voglio solo chiederti una cosa.»
«d'accordo»
«perchè è stato così terribile venire a letto con me?»
per un attimo ci fu silenzio. dal ricevitore non uscì nulla. poi Michela prese fiato e disse solamente:
«hai presente quando cercano di spiegarti che cos'è un buco nero? ecco, immaginatelo. immaginati quando ti dicono che un buco nero è qualcosa che potrebbe risucchiare tutto attorno a sè e portarlo chissà dove. io mi sono sentita così. ho visto tutto nero e mi sono sentita risucchiare. come se dovessi assorbirmi. come se non volessi solo un po' di sesso, ma volessi troppo di me. una parte che non avrei potuto darti. ho avuto paura.»
«oh beh. non lo sapevo che fosse così. mi dispiace.»
«non preoccuparti. ma cerca di stare bene. magari un giorno ci rivediamo.»
«grazie.»
aveva riattaccato il telefono non credendo alle sue orecchie: che cosa voleva dire?
come sarebbe potuto essere possibile addirittura risucchiare una parte di persona?
stava diventando un mostro.
adesso era veramente preoccupato. e pensava proprio di non riuscire ad risolvere il problema.
ma poi si ricordò.
si ricordò che gli avevano detto che per risolvere qualcosa, bisogna arrivare alla radice, alle cause. da quello si parte per affrontare le difficoltà.
ok.
perciò: che cosa era successo? per quale motivo non aveva più amore?
pensò di nuovo alla sua ex. a quanto l'avesse fatto soffrire. a quanto l'avesse fatto star male. e ci pensò con freddezza.
possibile che per colpa sua, adesso non aveva più un briciolo di amore perchè gliene aveva dato troppo?
era tutto così strano.
cercò di andare più a fondo.
ricordò che cosa aveva fatto la notte prima del giorno esatto in cui aveva cominciato a percepire quella strana sensazione che gli faceva vedere il mondo come un pezzo di ferro: grigio e freddo. e inutile.
una lampadina si accese. prima di andare a dormire aveva praticato dell'autoerotismo.
fermi tutti.
un momento.
gli venne in mente un'idea strana.
in quel momento di profondo amore verso sè stesso, aveva messo troppo di sè. aveva cercato di darsi tutto l'amore che credeva di non aver ricevuto nel tempo in cui aveva sofferto ed era stato male per qualcuno.
era stato un momento strano. si era addormentato felice.
ma nella notte aveva sognato.
e ricordava perfettamente il sogno che aveva fatto.
ogni immagine nitida davanti ai suoi occhi.
veniva risucchiato in un buco nero.
si!
esattamente.
si trovava solo nell'universo e fluttuava. e a un certo punto un buco nero l'aveva risucchiato. e lui si era svegliato di soprassalto.
e da quel momento aveva cominciato ad assorbire tutto con passività. senza provare più niente.
forse era questo che intendeva Michela.
che confusione.
e allora decise che doveva provare con la stessa medicina.
quella stessa notte praticò dell'autoerotismo. e lo fece un impegno tale da uscirne spossato.
anche perchè di amore, nemmeno a parlarne.
si addormentò.
e non sognò proprio nulla.
nero. vedeva solo buio. tutto nero.
lo svegliò qualche ora dopo la sensazione di essere stato catapultato sul suo letto a tutta velocità. sbattuto come un meteorite che dal cielo precipita sulla terra.
madido di sudore.
e mentre cercava di riprendersi suonò il campanello.
era un sabato.
«chi è?»
«apri, sono Michela. ti ho portato la colazione.»
un sorriso si aprì sulla sua faccia.
colazione.
adoro fare colazione.
speriamo non ci sia solo brioche e cappuccino.
pensò.
è troppo bello leggerti un po' perchè t'ho vista crescere tra i miei passi di danza e relative chiacchierate ma soprattutto perchè sorprendi sempre, allora mentre leggo, sorrido perchè so che da un momento all'altro arrivano le sorprese, niente è come te lo aspetti!
RispondiEliminaBrava!
la ticcer :)
*_* ticcer, io mi commuovo!
RispondiEliminagrazie!!!
ricevere i complimenti per quello che scrivo è bello, ma quando me li fai tu mi piace ancora di più.
grazieeeee!!!